Erio Carnevali – “Tavole di Meditazione” 1997

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Erio Carnevali – “Tavole di Meditazione”
1997 – Pittura su tela
cm 120,5 x 45 – opera unica

Esaurito

Descrizione

Erio Carnevali – “Tavole di Meditazione”
1997 – Pittura su tela
cm 120,5 x 45 – opera unica

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Erio Carnevali nasce a Modena nell’aprile del 1949.
Gli inizi della sua carriera di pittore datano dai primi anni Settanta. Contemporaneamente, si occupa di comunicazione aziendale, realizza scenografie per il teatro e la televisione, lavora nel campo dell’editoria per ragazzi. Le sue opere su tela, spesso di grande formato, riprendono il filo dell’astrazione lirica, del colore come risonanza interiore, che va da Kandinskij all’espressionismo astratto di Rothko alla “pittura-pittura” statunitense ed europea. La struttura compositiva prevalente è quella che prevede un grande spazio indistinto, mistico, dalla luce baluginante, oppure una configurazione lineare orizzontale (più di rado verticale) tale da creare un campo cromatico che attraversa da un capo all’altro la tela, rafforzando la propria presenza grazie alla sovrapposizione di più toni e colori e di un meditato uso delle sgocciolature di pigmento liquido … “Nelle opere dell’ultimo periodo l’artista va orientandosi sempre più nel senso d’una ricerca del rapporto tra visibile ed invisibile verso una dimensione del sacro che rimanda all’origine della creazione artistica, pertanto l’opera d’arte attraversa le cortine delle categorie temporali, così che oltre la luce, il visibile del presente, possa intuirsi, sentirsi, l’oscura sacralità dell’invisibile.” (Claudio Spadoni) Erio Carnevali ha trasposto la sua visione pittorica anche nel campo dell’arte pubblica, attraverso il mosaico, la porcellana, la ceramica e il vetro di Murano. Vive e lavora a Milano, Modena, Cagnes-sur-Mer in Francia e Los Angeles in California.

Un Video da YOUTUBE

Mostra Erio Carnevali – Via Crucis – Materia 14 dicembre 2011

” Può un’arte pittorica che rinunci alla figurazione entrare nell’ambito dell’arte sacra che la Chiesa utilizza negli spazi liturgici, come mezzo per immaginare una realtà trascendente? La risposta di Carnevali sta appunto in queste nuove opere. E ciò che dà importanza alla proposta, oltre al lavoro di preparazione dell’artista, è il valore storico dell’opzione non figurativa all’interno del dibattito sulla pittura moderna, che soprattutto agli inizi fu dettata da un diffuso bisogno di spiritualità”.
“Carnevali si riallaccia non al linguaggio artistico del consumismo, bensì alle origini della modernità”. Con queste parole, Paolo Portoghesi, famoso architetto e critico, descrive le 14 tavole sulla Via Crucis di Carnevali.
E l’artista afferma : ” Ho sentito l’esigenza di riportare alle origini il rapporto tra l’immaginare e il guardare. Guardare riferisce ad una azione più passiva, certo drammatica, ma non emotiva, mentre l’immaginare richiama un intimismo religioso e spirituale, una fonte emotiva coltivata nella latenza umana e per questo fortemente connaturata all’uomo”

a cura di Ceramica Appia Nuova

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